Forma autorizzata del nome
Martini di Cigala, Torino, sec. XVII -
Oriundi di Carignano (Torino), i due fratelli Melchiorre e Giovanni Domenico, che vissero agli inizi del sec. XVII, eressero lì una cappella nel convento dei padri Agostiniani.
La discendenza di Giovanni Domenico ebbe termine col nipote Carlo Antonio di Lorenzo, il quale consegnò nel 1687 l'arma col cugino Melchiorre di Carlo. Melchiorre ebbe per figlio Carlo, da cui nacque Melchiorre Maria (1642-1723), che acquistò dal conte Eustachio Radicati di Robella, il 31 dicembre 1698, una porzione del feudo di Cocconato, di cui fu investito il 1 aprile 1699 col titolo signorile. Melchiorre Maria sposò Anna Maria Tonso, da cui ebbe dodici figli, tra cui Secondo Martini, che fu investito il 15 luglio 1736 del feudo di Cocconato. In assenza di eredi diretti, il 23 novembre 1742, il titolo passò al nipote Giuseppe Vittorio (1709-1780), figlio del fratello Carlo Francesco. Giuseppe Vittorio, che fu Segretario di Stato nella Segreteria Estera dello stato sabaudo e Censore della Regia Università degli Studi di Torino, fu nominato dallo zio materno, Domenico Antonio Lodovico Ballaira (o Ballayra), erede universale con testamento del 12 dicembre 1753. Da allora, pertanto, questo ramo dei Martini affiancò il cognome Ballaira al proprio.
Da Giuseppe Vittorio nacque Carlo Francesco (+ 1804), che fu Conservatore Generale delle Regie Gabelle, sposò Angelica Luserna d'Angrogna e fu investito del feudo di Cocconato il 22 gennaio 1781. Ebbe tre figli: Angelo (1766-1845), Giuseppe Maria (1771-181...
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