Forma autorizzata del nome
Michieli, Ernesto, architetto, (Udine 1916 - Udine 2002)
Durante la seconda guerra mondiale Ernesto Michieli venne fatto prigioniero e deportato in Germania per due anni. Liberato dalla prigionia, rientrò in patria attraversando a piedi il territorio tedesco. Riprese gli studi e si laureò presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) il 13 marzo 1946.
Aprì quindi uno studio professionale a Udine, inizialmente in via Gorghi, poi in via Savorgnana, e svolse la libera professione in diversi ambiti di interesse, spaziando dalla costruzione di case popolari, edifici condominiali e con finalità sociali, alla progettazione di strade e ponti, alla realizzazione di impianti sportivi, lottizzazioni e pianificazioni, fino all'arredamento degli interi degli edifici da lui costruiti.
Nel corso della vita Michieli affiancò all'attività professionale una grande passione per l'arte e in particolare per l'incisione, che lo portò a esporre le proprie opere in diverse occasioni e a frequentare artisti quali, ad esempio, Fred Pittino. Si dedicò alla rappresentazione di luoghi caratteristici della sua città e del Friuli: vanno ricordati in particolare i lavori intitolati "Mulini immaginari" e "Memorie di un ottuagenario"; parte delle sue opere sono oggi conservate presso la Galleria d'arte moderna di Udine. Fu inoltre curatore di una mostra dedicata al millenario della città di Udine.
Quanto all'attività di architetto, fra i numerosi progetti realizzati da Michieli si segnalano i fabbricati e gli alloggi di S. Giorgio di Nogaro...
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