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Comune di Paciano, Paciano (Perugia), 1860 - - Ente

 

Tipologia

Ente

 

Forma autorizzata del nome

Comune di Paciano, Paciano (Perugia), 1860 -  Linked Open Data: san.cat.sogP.64013

Comunità di Paciano, Paciano (Perugia), sec. X - 1860

 

Altre denominazioni

Comune di Paciano

      Comunità di Paciano

 

Data di esistenza

sec. X -

 

Sede

Paciano (Perugia)

 

Natura giuridica

pubblico

Tipo ente

ente pubblico territoriale
preunitario

 

Descrizione

L'antico Castello di Paciano venne citato per la prima volta in un diploma di Berengario I, marchese del Friuli e imperatore, emanato in Roma, nel 917, con il quale la corte di Paciano e quella di Panicale furono cedute al marchese Uguccione II dei Borboni. In una fonte del 1258 l'abitato appare come "Villa Paçani" facente parte del territorio del Comune di Perugia e si nominano i suoi responsabili dinanzi allo stesso Comune; due anni più tardi è di nuovo denominato "Castrum Pacani", mentre nel 1282, per l'enumerazione dei focolari, è detto "Castrum Novum" con 44 focolari. La fortezza di un tempo fu quasi interamente distrutta e l'abitato riedificato poco lontano, già all'inizio del XIV secolo. Nel 1313 gli uomini di Paciano furono dispensati dall'arruolamento nell'esercito che si metteva in campo per combattere contro gli abitanti di Todi. Nel 1371 (secondo altre fonti 1373) un diploma imperiale concesse Paciano e Panicale, facenti parte del territorio di Chiusi, "in perpetuo feudo" a Guglielmo di Beaufort, nipote di Clemente VI. Nel 1416 il borgo fu sottomesso a Braccio da Montone, mentre si datano tra il 1443 e il 1444 le angherie subite dal Ciarpellone, ex luogotenete del Piccinino, che si istallò a Paciano, dopo aver devastato il vicino Piegaro. Tra il 1461 e il 1473 la Comunità di Paciano si impegnò a restaurare le mura del castello e a realizzare il torrione, come risulta dagli annali decemvirali. La storia di Paciano per tutto il XV e XVI secolo si in...

 

Sistema aderente

SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.

 

URL Scheda provenienza