Forma autorizzata del nome
Fondo di religione
Direzione centrale dei beni nazionali
Economato generale dei beni nazionali
Fondo di religione
Agenzia dipartimentale dei beni nazionali d'Olona
Amministrazione centrale dei beni nazionali
Agenzia centrale dei beni nazionali
Amministrazione centrale del Fondo di religione e della Pubblica istruzione
Direzione del demanio
Il Fondo di religione fu istituito nel 1787 per gestire il patrimonio incamerato dallo Stato in seguito alla soppressione massiccia di corporazioni ecclesiastiche avvenuta nella Lombardia austriaca e poi nel Regno d'Italia, sostituendo le precedenti autorità (Vacante Ecclesiastico, Vacante o Asse ex-gesuitico, Regia Giunta delle Pie Fondazioni). Il periodo di riforme che portò alla svolta nei rapporti tra Stato e Chiesa dalla metà del XVII secolo è alla base della creazione dell'istituzione. Nel 1769 cominciarono le soppressioni di piccoli conventi, quelli cioè con un numero di religiosi inferiore a 12, attività che portò, fino al 1772, alla soppressione da parte dello Stato di una quarantina di istituti. Il dispaccio 26 gennaio 1782 decretò la soppressione degli istituti ritenuti socialmente inutili, quelli cioè non adibiti all'educazione, all'assistenza dei malati, alla predicazione, agli studi: 130 istituti maschili e un centinaio femminili di Celestini, Camaldolesi, Canonici Lateranensi, Carmelitani, Francescani, Certosini, Cappuccini, Cistercensi, scomparvero e altri ne furono ancora soppressi in età napoleonica. Ai religiosi degli istituti soppressi fu lasciata la scelta tra il passaggio in altri conventi o la secolarizzazione, alle religiose tra il ritorno in famiglia o il ritiro in convitti, con pensioni (escluse le mendicanti) erogabili dal Fondo di religione (1). Il patrimonio incamerato (di cui gli archivi facevano parte) fu gestito secondo le Istruzioni del Consiglio di governo ai Regi amministratori del Fondo di religione del 31 agosto 1789, che attribuivano al Fondo poteri di amministrazione e vigilanza del patrimonio stesso (2). [Descrizione completa consultabile in Lombardia Beni Culturali.]
LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi