NOTIZIE IN EVIDENZA

 

VEDI ANCHE...

 

Dogana delle pecore di Foggia - Ente

 

Tipologia

Ente

 

Forma autorizzata del nome

Dogana delle pecore di Foggia  Linked Open Data: san.cat.sogP.19289

 

Data di esistenza

[1266-1806]

 

Sede

Foggia

 

Tipo ente

Ufficio locale o periferico di stato di Antico regime

 

Descrizione

Fu la magistratura amministrativa e giurisdizionale che per circa quattro secoli curò la gestione del demanio fiscale del Tavoliere di Puglia e regolò in via esclusiva la transumanza del regno di Napoli. Essa, di origine antica e solidamente restaurata nel sec. XV da Alfonso I d'Aragona mediante il privilegio del 1° ag. 1447, indirizzato al primo doganiere, il catalano Francesco Montluber, rappresentò sempre un importante cespite del regio erario. Al tempo della Dogana i pascoli meridionali erano presi in fitto dai pastori di anno in anno (nell'ultimo periodo fu in vigore un sistema di fitto pluriennale) mediante la corresponsione di un pagamento detto fida, la cui entità era proporzionata al numero d i capi di animali immessi nel Tavoliere, che era ripartito in locazioni e poste. Una parte di questo demanio era destinata alla semina, ma anch'essa assoggettata a determinati vincoli a favore della pastorizia. I locati e gli altri " sudditi " della dogana godevano di un foro privilegiato, impersonato dal doganiere, da un uditore e da un avvocato fiscale. La competenza di questo tribunale speciale, incentrato a Foggia, esente da limitazioni territoriali, si estendeva alle varie province del regno trovando un condizionamento solo nella possibilità di appello avverso le sentenze civili presso la Camera della sommaria. Nel sec. XVIII l'uditore doganale, agendo quale longa montis del consiglio collaterale, svolse anche le funzioni di suddelegato del commissario generale dei cam[...]

 

Sistema aderente

GGASI. Guida Generale degli Archivi di Stato

 

URL Scheda provenienza