Forma autorizzata del nome
Comune di Landiona, Landiona (Novara), sec. X -
ente pubblico territoriale
Anticamente Landiona era separato da Novara del corso del fiume Sesia e come tale apparteneva alla zona di influenza vercellese. Spostandosi il corso del fiume di alcuni chilometri a ovest, il paese è oggi collocato amministrativamente nella provincia novarese ma appartiene ancora, secondo l'antica tradizione, alla diocesi di Vercelli.
L'antichità dell'insediamento umano sul luogo è testimoniato dalla ancora rintracciabile delimitazione fondiaria creata dalla centuriazione territoriale romana, con il capoluogo collocato nei pressi di un cardine.
La prima citazione del paese è contenuta in un documento della fine del X sec., ove appare come Landione e appartenente alla Pieve di Biandrate. In una bolla di papa Innocenzo III del 1133 il possesso di Landiona viene confermato al vescovo di Novara.
L'esistenza di un castello, del quale rimangono ancora discreti resti, è ricordata in pergamene del 1321, datate 3 luglio e 14 novembre, che descrivono in modo preciso la sua architettura come fortificazione a difesa dei signori del luogo e dei prodotti agricoli. In quell'epoca era posseduta dalla famiglia capitanea dei Cattaneo da Sillavengo e durante le lotte con il marchese del Monferrato il paese "fu arso" per ordine di Galeazzo Visconti per allontanare "le masnade inglesi".
Maggiori notizie sulla località si hanno dal 1450 quando Francesco Sforza, che ne era entrato in possesso, infeudò il paese ad Antonio e Giovan Pietro Rabozio, dai quali passò al genero Enrico Gritti nell...
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