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Percorsi tematici

Questa sezione raccoglie una serie di itinerari realizzati dagli Archivi di Stato, dalle Soprintendenze Archivistiche e da Istituti esterni all'Amministrazione archivistica.

Ciascun percorso è corredato da una scheda descrittiva con un rimando al sito dell'Istituto che lo ha realizzato. Offre anche i collegamenti alle risorse archivistiche descritte nel SAN, ai documenti digitali e a una bibliografia. Questi ulteriori strumenti hanno lo scopo non solo di ampliare l'offerta di contenuti ma anche di facilitare l'esplorazione e la conoscenza del patrimonio archivistico.

L'utente viene guidato in itinerari di ricerca tra le fonti degli Istituti archivistici. I percorsi tematici, senza la pretesa di essere esaustivi, rispondono all'esigenza di suggerire una possibile via interpretativa che permetta di orientarsi allinterno di una determinata materia.

 
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Descrizione

 2.Alberto Sordi e Mauro Zambuto: il "miracolo" del doppio.

 
            
 
        Fra i tanti che si sono avvicendati a tradurre Stanlio e Ollio (i primi furono studenti italo-americani, o giovani italiani nati all’estero, che perciò parlavano male la lingua nazionale), nel 1938 arrivarono le due voci di doppiatori che vengono da tutti considerate come definitive (ma che in effetti non lo furono). Un concorso indetto quell’anno dalla MGM per dare a Ollio una voce italiana da affiancare a quella di Mauro Zambuto, figlio di regista cinematografico e doppiatore, e che aveva già prestato la voce a Stanlio in coppia con un non meglio identificato studente nel 1934 perFra Diavolo e un paio di altri film, trovò Alberto Sordi puntuale al primo appuntamento importante della sua carriera, che mosse i primi consistenti passi dalle sale buie del doppiaggio.
Con Alberto Sordi, Mauro Zambuto doppiò e ridoppiò i nuovi e quasi tutti i vecchi film di Stanlio e Ollio, da I diavoli volanti ad Atollo K.
 
 
 
 
  
 
    
 
   Zambuto esaspera, nel suo doppiaggio, la vera voce di Laurel, rendendola ancora più «di testa» e spesso sconfinando nel falsetto, mentre Alberto Sordi compie l’operazione esattamente opposta e trasforma la voce tenorile di Hardy in un baritono scuro, quasi un basso. Ovviamente l’aspetto delle inflessioni geografiche viene inevitabilmente trascurato nel doppiaggio italiano di Stanlio e Ollio: se Stan Laurel ed Oliver Hardy hanno in originale cadenze ben precisate, inglese stretto quella di Stanlio, americano del Sud quella di Ollio, tale differenza etnica si perde del tutto nelle versioni italiane, affidate solo alla diversa “pasta”.
 
 
Con Atollo K, nel 1951, si chiuse l’attività di Mauro e Alberto in qualità di doppiatori, durata una decina d’anni. Le loro strade si divisero: Mauro si trasferì negli Stati Uniti dove lo aspettava una prestigiosa cattedra di Elettrodinamica Quantistica nella facoltà di Fisica dell’Università del New Jersey; Alberto si affermò come attore svolgendo una strepitosa carriera cinematografica. 
 
 
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