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"I prigionieri del sottosuolo", di Ubaldo Magnaghi 1956 [trailer]

Ubaldo Magnaghi affronta il rapporto dell'uomo con la terra, un rapporto che assume sfumature di religiosita' naturale: il fuoco delle fabbriche, alimentate con il gas metano, evoca una "geometria magica", un "fascino arcano": il nuovo benessere italiano, ora possibile grazie alla benzina Supercortemaggiore e alle bombole dell'Agipgas, ristabilisce quella che il regista chiama la "democrazia delle materie prime" e che in una previsione ottimistica consente di fare un "brindisi alla prosperita'".