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Vivere qui, regia di Mario Carbone e Ignazio Delogu, 1965

Il film descrive le condizioni di vita in Sardegna: la miseria, la mancanza di lavoro, l'emigrazione, gli squilibri economici dell'isola. La macchina da presa riprende il multiforme paesaggio sardo: le coste, dove si sviluppa la speculazione edilizia e l'industria turistica promossa dal capitale straniero; le campagne abbandonate e le case contadine vuote che testimoniano - insieme alle interviste a braccianti, operai, minatori e contadini - lo stato di sottosviluppo dell'agricoltura sarda; le montagne, dove i pastori conducono una vita durissima; i laghi, dove i pescatori sono costretti a pescare di frodo per superare vincoli feudali di sfruttamento da parte dei grandi proprietari; le fabbriche e le miniere, dove lo sfruttamento dei lavoratori - sotto la minaccia e il ricatto dei licenziamenti - è particolarmente intenso. Le interviste ad alcuni emigrati (in totale sono stati 170.000 in cinque anni) mettono in evidenza l'amara realtà di un miracolo economico che ha portato vantaggi soltanto alla speculazione e ai monopoli (Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Fondo Unitelefilm)