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Nel mezzogiorno qualcosa è cambiato, regia di Carlo Lizzani, 1949

Il film prende l'avvio dai lavori dell'assise per la rinascita del Mezzogiorno a Crotone, a Salerno, a Bari, a Matera, cui parteciparono uomini politici e sindacalisti come Umberto Terracini, Fausto Gullo, Mario Alicata, Giorgio Amendola, Giacomo Mancini, Emilio Sereni, Giuseppe Di Vittorio, Francesco De Martino, ed intellettuali e artisti come Leonida Repaci, Renato Guttuso, Tommaso Fiore, Ezio Taddei. E' poi documentata la realtà delle città e delle campagne meridionali con le sue caratteristiche di miseria, di sottosviluppo, di arretratezza secolare, aggravate dalla guerra da poco terminata. Il film presenta quindi i dati sulla presenza industriale nel Mezzogiorno, sulla distribuzione della proprietà terriera, sulla percentuale di campagna incolta e abbandonata; inoltre mette in risalto - attraverso le lotte operaie nelle fabbriche e le lotte contadine per l'occupazione delle terre incolte - la volontà di riscossa popolare per la trasformazione e la rinascita del Sud. Il documentario, che si conclude con una manifestazione politica a Melissa, cui parteciparono esponenti politici e intellettuali di tutta Italia, costituisce la più ampia inchiesta cinematografica girata nel Mezzogiorno negli anni del dopoguerra. (Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, Fondo audiovisivo Partito comunista italiano)