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Comune preunitario di Monteleone di Spoleto, Monteleone di Spoleto (Perugia), Diplomatico, 1   Attiva zoom sull' immagine nella pagina corrente Disattiva zoom sull' immagine nella pagina corrente

Al recto: Camillus Cybo, patriarca di Costantinopoli (dal 28 marzo 1729 cardinale presbitero di S. Stefano in Monte Celio), auditore nella Curia delle cause camerali e giudice ordinario della Curia romana, rende noto che ad istanza di Dominicus et Vincentius de Surdolinis, come creditori del reverendo don Stephanus de Rotundis e di altri della sua famiglia come anche di Carolus Philippus Gratiani per 56 scudi come risulta dagli atti, fu spedito un "mandato de consignando" di una quantità di [saggina] depositata presso il rev, fu Stephaus dal defuntoAntonius Ioseponius Angelinas e diretto a Ioannes Silla Angelinus figlio ed erede diAntonius Iosephus, e che Ioannes Silla non volle obbedire al mandato. Per questa ragione citatolo tramite il suo procuratore Andreas Teodolo, presente in curia,ad eseguire il mandato de consegnandum o a vedersene mandare un altro "rigoroso", il patriarca emana un "mandato rigoroso" raccomandandone l'esatta esecuzione a tutti gli operatori di giustizia, sotto pena di 500 ducati d'oro della reverenda camera apostolica e con l'ausilio giuridico della scomunica e procedimento per inquisizione affinché dai beni singoli ed ereditarii di detto Antonius Iosephus Angelinus, mobili e stabili, siano pagati i signori de Surdolinis, tramite qualunque azione legale ed ogni miglior modo canonico, degli scudi 56 oltre che delle spese del mandato e citazione pari a scudi 3 ed oboli 10, senza pregiudicare le spese del mandato "de consignandum" "gratioso" e tutte le altre spese intercorsetra le parti legittimamente fatte e da farsi. Sottoscrizioni: "pro D. Iosepho Perugino, Paulus Fatius connotarius". Al verso: Exequatur del precedente mandato " De mandato" del rev. mo Marcus Antonius Ansideus , assessore ad "Ospe.. Iudiziaria" e ad istanza di Dominicus e Vincentius de Surdolinis, contro i beni ereditari de fu Antonius Iosephius Angelinus, per la somma di cui sopra aumentata di altri 90 oboli per le spese della presente "lettera patentale con exequatur del S. Ufficio" da darsi a Ioannes Silla Angelinus figli ed erede del detto Anton Iosephus o al suo procuratore D. Andreas Teodolus, "prout in actis ad que quod illustrissimus Neraus et Domini rev. Dominus ita mandavit". Sottoscrizioni: M. A. Ansideus Assessor e "Pro d. Iosepho Bartolo Sacre Romane et universalis Inquisitiones, notarius, Antonius Lapronius subscripsit", Sigillo cartaceo aderente. Al verso: "In dei nomine amen, 17 ianuarius 1711"