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Descrizione

 2. "Non abituati a parlare in pubblico..."

 
      Com’è noto, l’avvento del sonoro provocò ad Hollywood una vera rivoluzione. E come in ogni rivoluzione ci furono vittime (alcune innocenti) e nuovo potere, nuove fortune che si crearono da un giorno all’altro. Se il pianoforte che nelle sale accompagnava la proiezione dei film muti scomparve e molti suonatori furono costretti a trovarsi altri lavori, le cose non andarono meglio per i divi del momento: pochi risultavano avere una voce ed un tipo di recitazione che questo nuovo cinema richiedeva. Vennero spazzati via grandi attori come John Gilbert, Douglas Fairbanks, Mary Pickford, Gloria Swanson, Ramon Novarro e Clara Bow. I comici scomparvero quasi tutti, compresi i grandi Buster Keaton, Max Linder, Harold Lloyd, perché il loro tipo di comicità era chiaramente solo troppo visivo.
In quegli anni turbolenti Stan Laurel ed Oliver Hardy, come coppia ormai stabilita, erano, in apparenza, al culmine del successo. Diciamo «in apparenza» solo perché il loro successo, con il sonoro, diventò ancora più grande: il contrasto fra l’accento georgiano di Hardy e quello britannico di Laurel aggiunse un pizzico di irresistibile comicità ai due personaggi, soppiantando l’uso dei cartelli filmati contenenti battute di dialogo e spiegazioni, fino ad allora adoperati nelle comiche mute dei due per creare effetti comici, o per rinforzarne altri, visivi.