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10 luglio 2015

Il "documento del giorno"

10 luglio 1888: nasce a Volos in Grecia Giorgio de Chirico (Volos, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), pittore, scrittore e scenografo, fu uno degli iniziatori e uno dei principali esponenti della corrente artistica della pittura metafisica.
 
Giorgio de Chirico (Vòlo, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978) è stato un pittore e scrittore italiano, principale esponente della corrente artistica della pittura metafisica.
La nascita della pittura metafisica avviene a Firenze nel 1910. I quadri di questo periodo sono memorabili per le pose e per gli atteggiamenti evocati dalle nitide immagini.
Mentre era ricoverato all'ospedale militare di Ferrara nel 1917, de Chirico conobbe il pittore futurista Carlo Carrà, con cui iniziò il percorso che lo portò a perfezionare i canoni della pittura metafisica: a partire dal 1920 tali teorizzazioni furono divulgate dalle pagine della rivista "Pittura metafisica". Questa pittura sarà ispiratrice di architetture reali realizzate nelle Città di fondazione di epoca fascista, dove il Razionalismo Italiano, accanto a strutture razionaliste lavorerà anche su forme, spazi e particolari architettonici metafisici (Portolago, Sabaudia ecc.).
Compare in questo periodo anche il tema archeologico, un omaggio alla classicità reinventata però in modo inquietante: ne sono noti esempi Ettore e Andromaca (1917) e Ville romane. La figura del manichino, presente anche nell'opera "Le muse inquietanti", dell'uomo-automa contemporaneo (Il grande metafisico, 1917), gli fu invece ispirata dall'uomo senza volto", personaggio di un dramma del fratello Alberto Savinio, pittore e scrittore.
In seguito, de Chirico collaborò alla rivista "La Ronda", che teorizzava una rivisitazione completa dei classici e una sincera fedeltà alla tradizione. Partecipò all'esposizione di Berlino del 1921. Ebbe un periodo di contatto con il surrealismo, con cui espose a Parigi nel 1925: le sue opere successive si segnalano per il virtuosismo tecnico e rappresentano un tributo e un ringraziamento al periodo barocco. Nel 1949-1950, de Chirico aderì al progetto della importante collezione Verzocchi (attualmente conservata presso la Pinacoteca civica di Forlì), inviando, oltre ad un autoritratto, l'opera "Forgia di Vulcano".
Secondo lo studioso Ubaldo Nicola, alcune opere di de Chirico - ed in particolare la pittura metafisica di cui egli fu iniziatore - sarebbero state ispirate dalle frequenti cefalee, di cui l'artista, proprio come Picasso, notoriamente soffriva, subendo il disturbo dell'aura visiva. De Chirico fu anche incisore e scenografo.
 
    
 
 
           

 

Fonte

istituto centrale per gli archivi - icar

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