NOTIZIE IN EVIDENZA

 

VEDI ANCHE...

 

05 maggio 2015

Per un Museo diffuso di arte contemporanea: il quartiere Eur a Roma

L' architettura e l'arte figurativa hanno dato luogo, spesso, in Europa ad interessanti forme di dialogo che hanno generato quelle identità uniche e riconoscibili tipiche di molte città storiche. In Italia e a Roma, in particolare, la "scrittura della città" si è manifestata non solo nell'organizzazione dello spazio ma nella successione del tempo facendo sì che la finalità dei luoghi cambiasse grazie, anche, ad una continua ri-attualizzazione degli stessi.
Si pensi, a riguardo, a quella sorta di  museo diffuso  che si trova a Roma, nel quartiere  Eur e costituito da sculture, mosaici, pannelli decorativi del Novecento a firma di Gino Severini, Depero, Enrico Prampolini, Fausto Melotti, Dino Basaldella (Mirko), Guerrini, Rosso, Morbiducci, Ercole Drei, sino ad arrivare, in anni recenti, ad Arnaldo Pomodoro. Artisti  ormai storicizzati e i cui lavori sono, oggi, esposti in mostre e musei nazionali ed internazionali.
Un itinerario  di opere significative del XX secolo, e basterebbe tra tutte la Chimera di  Mirko per suggerire una visita, disseminate nelle piazze, nei palazzi, nelle facciate, nei parchi di uno spazio che fu manifestazione tangibile dell'attuazione di quel "fascismo di pietra" voluto da Mussolini, per utilizzare una felice definizione coniata dallo storico Emilio Gentile, e che andrebbe, per ragioni evidenti, opportunamente valorizzato.
Perché, dunque, nell'ottica di una ragionata programmazione della cultura contemporanea da più parti invocata sulla stampa da artisti e da addetti ai lavori, non costruire, grazie, anche, alla presenza nel territorio, di interessanti  realtà museali, progetti scientifici, didattici, e percorsi di turismo culturale legati a questo nucleo di opere collocate in un'area che sta diventando un polo di attrazione per tutto il versante sud ovest della capitale? Un quartiere, purtroppo, sempre più sottoposto a degrado e paralizzato da eterni cantieri e invece ricco di potenzialità ancora non sufficientemente espresse.
Non mi riferisco, infatti, solo alle sue architetture, espressione di quell' Esposizione Universale che si sarebbe dovuta tenere a Roma nel 1942, quanto, piuttosto, al dialogo tra il moderno e l'antico caratterizzato dal rapporto con le preesistenze dell'archeologia e dell'architettura del passato. Dialogo fatto di stratificazioni, di intrecci e di compresenze.
Il territorio è ricco di siti archeologici con testimonianze sin dall'età protostorica  e comprende, inoltre, l'Abbazia delle Tre Fontane, spazio caro alla cristianità. Un quartiere, dunque, che, proprio nel suo essere teso tra trasformazioni generatrici di nuove realtà sociali e le interessanti testimonianze del  passato, può diventare, ancor più in tempi di recessione  economica, un utile laboratorio di idee sull'architettura, sul cinema e sulla ricerca figurativa contemporanea.
 
(Gabriella De Marco)
 
 

Fonte

istituto centrale per gli archivi - icar

Tipologia

notizia