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24 marzo 2015

Il "documento del giorno"

24 marzo 1874:  nasce a Carrù, in provincia di Cuneo, Luigi Einaudi, economista, politico, giornalista, e secondo Presidente della Repubblica Italiana

Economista e uomo politico italiano (Carrù 1874 - Roma 1961). Presidente della Repubblica Italiana dal 1948 al 1955, fu un convinto seguace del liberalismo classico, sostenne sempre le teorie liberali e la politica liberista e lottò, sia per mezzo della stampa sia in parlamento, per la perequazione tributaria e la moralizzazione della vita parlamentare.
Fu professore di scienza delle finanze all'Università di Torino (dal 1902), socio nazionale dei Lincei (1926), collaboratore della Stampa e del Corriere della Sera, direttore della Riforma sociale (1908-35) e della Rivista di storia economica (1936-43), senatore del regno dal 1919. Tenne di fronte al fascismo un atteggiamento di opposizione e fu tra i sostenitori del federalismo europeo. Dopo l'8 settembre 1943 riparò in Svizzera; rientrato in Italia, fece parte della Consulta nazionale, fu governatore della Banca d'Italia (1945-48), deputato alla Costituente, per breve tempo presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana (1946), vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro del Bilancio (maggio 1947), senatore dall'aprile 1948 e infine presidente della Repubblica Italiana (1948-55), carica nella quale si distinse per l'estrema correttezza costituzionale. Dopo il 1955 tornò alle attività parlamentare e pubblicistica. Fu strenuo ed efficace difensore della stabilità della lira. In generale, di fronte allo svilupparsi, sotto lo scudo della vecchia formula del laissez faire, di nuovi e più pericolosi privilegi e concentrazioni di potere, sostenne sempre più decisamente posizioni - secondo le sue stesse parole - "neoliberali": denuncia cioè, proprio in nome delle premesse ritenute tuttora valide dell'economia classica, delle crescenti violazioni del meccanismo della concorrenza e richiesta degli interventi e dei vincoli giuridici necessari a ripristinare e difendere la libertà di mercato.
Tra le opere si ricordano: Studi sugli effetti delle imposte (1902); La finanza sabauda all'aprirsi del sec. XVIII (1908); Intorno al concetto di reddito imponibile (1912); La terra e l'imposta (1924); Principi di scienza delle finanze (1932, 4a ed. 1948); La condotta economica e gli effetti sociali della guerra italiana (1933); Il sistema tributario italiano (1935, 4a ed. 1939); Saggi sul risparmio e l'imposta (1941); Saggi bibliografici e storici intorno alle dottrine economiche (1953); Il buongoverno (1954); Lo scrittoio del presidente (1956); Cronache economiche e politiche di un trentennio: 1893-1925 (8 voll., 1959-65, raccolta di articoli).
 
   

 

 

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istituto centrale per gli archivi - icar

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