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19 marzo 2015

Il "documento del giorno"

19 marzo 2002: Marco Biagi, docente di diritto del lavoro viene assassinato da un commando di terroristi appartenenti alle Nuove Brigate Rosse

Verso le otto si sera del 19 marzo 2002, Marco Biagi, arrivato alla stazione di Bologna in treno da Modena, dove insegnava Diritto del lavoro, prese la sua bicicletta per fare ritorno a casa. Giunto davanti al portone, fu ferito a morte da più colpi di arma da fuoco esplosigli contro da una delle almeno tre persone che lo attendevano nei pressi. Con una telefonata al quotidiano «Il Resto del Carlino», il delitto fu rivendicato dalle Brigate rosse per la costruzione del Partito comunista combattente (Br-Pcc): la stessa sigla comparsa anni prima in occasione degli omicidi di Ezio Tarantelli, Lando Conti, Roberto Ruffilli e, nel 1999, in occasione dell'omicidio di Massimo D'Antona. Marco Biagi, consulente di diversi Ministri del lavoro, era stato il "padre" del Libro Bianco sul lavoro, del governo allora in carica e uno degli artefici, unitamente a Massimo D'Antona, del Patto sul lavoro elaborato dai precedenti governi. Fu proprio il contributo offerto al dibattito sulle prospettive del mercato del lavoro nel nostro Paese a fare di Marco Biagi un obiettivo privilegiato delle formazioni terroristiche che lo attaccarono come «autore e promotore delle linee e delle formulazioni legislative di un progetto di rimodellizzazione» del mercato del lavoro. Nel corso delle indagini, emergerà che l'arma del delitto era stata usata anche nell'omicidio D'Antona. I processi accerteranno che l'omicidio era stato organizzato e compiuto da esponenti del gruppo terroristico che lo aveva rivendicato.

 

 

 

Fonte

istituto centrale per gli archivi - icar

Tipologia

notizia