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"Le memorie del tessile" di Prato: viaggio tra archivi e musei

Cantiere Culturale Officina Giovani, ex Macelli

Descrizione

Questa guida nasce con l'obiettivo di mostrare come una ricerca, affinchè sia completa, abbia bisogno di attingere a diverse tipologie di fonti, siano esse  documentarie, narrative iconografiche etc... In questo caso specifico l'attenzione si è soffermata sull'industria tessile con  particolare riferimento al distretto di Prato, il più importante d'Italia per numero di aziende e occupati.

Prato è conosciuta fin dall'antichità per la lavorazione tessile laniera e nei secoli ha saputo rinnovare la sua produzione guadagnandosi prestigio e rinomanza, anche grazie a personalità di grande intelligenza come il mercante Francesco di Marco Datini. Di lui resta il più importante archivio commerciale medievale, conservato all'Archivio di Stato di Prato, e il suo palazzo, sede del Museo casa Francesco Datini. La memoria storica collettiva di Prato è stata per secoli segnata dallo sviluppo del settore tessile, testimonianza dell’identità economica, sociale e culturale della città, influenzando allo stesso tempo lo spazio urbano e il paesaggio pratese. La tradizione tessile risale fin dal XIII secolo, quando si sviluppò in città e lungo la Val di Bisenzio la fabbricazione dei tessuti. La Corporazione dell'Arte della Lana, una delle sette Arti Maggiori delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze, nacque nel XIV secolo riunendo i lanaioli pratesi che si specializzarono nell'impiego della lana e si dedicarono all'Arte di Calimala, lavorazione per rendere i panni più morbidi e belli. Francesco di Marco Datini, straordinario esempio di mercante del primo Rinascimento e simbolo dell’intraprendenza pratese, diede un grande impulso commerciale all'attività tessile della città. Attraverso la rete dei suoi fondaci (magazzini) i pannilani raggiunsero vari paesi dell'Europa, principalmente Avignone, uno dei maggiori centri commerciali dell’epoca, mentre a Prato sempre a mezzo della mercatura datiniana, lane pregiate e coloranti.

L’effetto dello sviluppo commerciale che avviò Datini e della consolidata perizia nella fabbricazione dei tessuti, si farà sentire  per tutto il XV secolo, periodo ricco e fiorente per la città. Durante il Sacco del 1512, consumato dalle milizie spagnole, Prato subì un duro colpo all’economia e successivamente malgrado una certa evoluzione delle tecniche produttive, specialmente della tintura, trascorse un  periodo di crisi. Il  XVIII secolo  vide confluire le antiche corporazioni delle Arti  nella Camera di Commercio del Granducato di Toscana e la nascita del più importante lanificio ad opera di Giovacchino Pacchiani e Vincenzo Mazzoni. Gli effetti positivi della rivoluzione industriale durante il XIX secolo incrementò l’attività tessile pratese conquistando il mercato mondiale. Un sostanziale contributo fu apportato da Giovan Battista Mazzoni, studioso e tecnico meccanico di grande valore, che perfezionò le macchine di filatura, tramite l’utilizzo del  procedimento di rigenerazione dei ritagli di tessuti di sartoria, delle maglie e di indumenti usati. Il vero boom del distretto pratese si ebbe nel secondo dopoguerra, quando si assistette ad un sostanziale rinnovamento dei macchinari e delle tecnologie con  l’impiego di materie prime rigenerate su materiali qualitativamente superiori.

Un sostegno all'attività si ebbe anche con l’istituzione della Reale scuola professionale di tessitura e tintoria di Prato. Gli anni '80, per il distretto tessile pratese, furono un periodo difficile, che portò ad un processo di deindustrializzazione, dovuto forse anche alla diffusione di nuovi stili di vita, alla motorizzazione di massa e al riscaldamento nelle abitazioni che determinarono un progressivo alleggerimento del peso medio dei tessuti dei vestiti. Contemporaneamente gli imprenditori pratesi decisi a superare la situazione di crisi, produssero nel tempo una consistente diversificazione produttiva verso articoli di alta qualità che prevedono l'impiego di fibre pregiate (lane vergini, cachemire, seta, lino, seta, cachemire, cotone, viscosa ecc..). Ad oggi, nel campo della maglieria, Prato ha conquistato una  posizione leader a livello mondiale, divenendo la scelta di molti stilisti del “ Made in Italy”.

All’interno del Portale Cultura del Comune di Prato, nato con l'obiettivo di offrire un'informazione puntuale sugli eventi culturali e il patrimonio artistico della città suddiviso in otto canali tematici ( Arte, Cinema, Libri, Storia, Teatri, Turismo, Varie), è nato a tal proposito il progetto “Memorie del tessile” a cura dell'Assessorato alla Cultura del Comune, proprio per raccontare le testimonianze storiche dell’attività tessile con l’obiettivo di cogliere l’importanza di quest’aspetto nella realtà pratese.
Un archivio online composto da brevi video, foto accessibili a tutti, in cui sono raccolti i ricordi di donne e di uomini che per anni hanno contribuito alla crescita della città, come parti di quello straordinario meccanismo che faceva di Prato un luogo di produzione unico.
La banca dati contiene inoltre una serie di collegamenti ipertestuali tra cui: il Dizionario del mestiere pratese, un documentario RAI del 1967 “ Prato, i pratesi e i telai” e il Museo del Tessuto.
Il contributo dato dal progetto “Memorie del tessile” è importante non solo affinché i fili della memoria non vengano perduti ma soprattutto perché possano creare dei legami con le generazioni future, trasformando un archivio in un luogo spontaneo di ricordi aperto a tutti.

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