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03 ottobre 2014

"L'Italia esplode. Diario dell'anno 1952" nelle pagine di Irene Brin

Nell’ambito degli incontri "#Venerdì al museo", il 26 settembre nel Salone dell’Ercole della Galleria nazionale d’arte moderna si è tenuta la presentazione del volume “L’Italia esplode” di Irene Brin, a cura di Claudia Palma, direttore dei Fondi storici e dell’Archivio bioiconografico della Galleria.
Sono intervenuti Claudio Zambianchi, professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università Sapienza di Roma, la giornalista di "la Repubblica" Laura Laurenzi e l’attore Paolo Poli, che ha portato in scena la figura di Irene Brin in uno spettacolo dedicato a sei giornaliste del Novecento.
"L'Italia esplode. Diario dell'anno 1952" è il titolo di un testo rimasto finora inedito, che vede la luce grazie alla casa editrice Viella, per la cura di Claudia Palma nella collana "La memoria restituita" diretta da Marina Caffiero e Manola Ida Venzo (pagg. 240). Una cronistoria divisa in dodici capitoli — uno per ogni mese dell'anno — che restituisce la seduzione intellettuale e creativa di una Roma ridivenuta caput mundi, come ai tempi di Goethe e Stendhal. Artisti e viscontesse, fotografi à la page e incantevoli modelle in cerca di principe o inutilmente innamorate di Luchino Visconti. Ecco l'incontentabile Cartier-Bresson e il riservato Jean Genet, un'insolita Ingrid Bergman e il maestro di stravaganze Salvador Dalí, Igor Stravinsky e Graham Greene, Nancy Mitford e Tennessee Williams. È l'anno del made in Italy, lanciato nel mondo dal Grand Hotel di Firenze. L'arte di Visconti e De Sica richiama nella capitale le star internazionali. I "sacchi" di Burri incantano e scandalizzano. E al centro della scena c'è lei, maestra di generazioni di giornaliste, affascinante, cosmopolita, elegantissima. La zarina di Harper's Bazaar, Diana Vreeland, l'aveva scelta come Rome editor dopo averla ammirata a New York con un tailleur griffato Fabiani. Le scarpe sempre aperte sul davanti, a mostrare l'alluce esemplarmente smaltato. Colta e curiosa, scrittrice raffinata e traduttrice di quattro lingue, fondatrice insieme al marito della prima importante galleria d'arte nel dopoguerra. Sapeva intessere reportage di moda con citazioni dell'eresia catara o di Rasputin, inventrice di un genere letterario che avrebbe annoverato diversi emuli, non solo tra le donne (domani, a Sasso di Bordighera, le sarà dedicato un Museo, che raccoglie opere, abiti e fotografie).
L'Italia esplode fu il suo ultimo libro, scritto nel 1968, a malattia già avanzata. Un'altra rivoluzione stava per esplodere, ma Irene Brin non fece a tempo ad assistervi. La sua vita s'era mescolata con quella del 1952, diventando improvvisamente "calda" e "umana". «Valeva la pena di viverla», sono le sue ultime parole. E non si fa fatica a crederle.
Il racconto ci restituisce i grandi personaggi dell’epoca con i quali Irene e il marito Gaspero del Corso, fondatori della galleria L’Obelisco, intrattennero rapporti di amicizia e collaborazione: l’editore Longanesi, che per lei inventò lo pseudonimo di Irene Brin, i grandi autori come Carson McCullers e Aldous Huxley, i fotografi Henry Cartier-Bresson e David Duncan, con i quali girarono il mondo scattando foto indimenticabili. La Brin ci introduce anche nell’ambiente del cinema attraverso gli incontri con Luchino Visconti, Silvana Mangano, Dino de Laurentiis, Ingrid Bergman, Jennifer Jones. E ancora, mese dopo mese, racconta la sua passione per l’arte, il rapporto con Salvador Dalí, la promozione all’estero di artisti italiani come Vespignani, Burri, Afro, Clerici, e quella contemporanea di artisti stranieri in Italia, quali Rauschenberg, Calder, Magritte e Tanguy.
 
Irene Brin, pseudonimo di Maria Vittoria Rossi (1911-1969), è stata scrittrice di costume e giornalista di moda. Icona di stile, fu esportatrice del made in Italy nel mondo e collaboratrice della leggendaria «Harper’s Bazaar», oltre che di numerose riviste italiane tra cui «Omnibus» di Leo Longanesi.
Morì ancor giovane, dedicando le ultime energie alla stesura de L’Italia esplode. Scritto per l’editore Immordino di Genova e da questi rifiutato, il testo è la cronaca di un anno – il 1952 – che vede una Roma povera e affamata aprirsi alla rinascita culturale, economica e sociale lasciandosi alle spalle le devastazioni della guerra e l’isolazionismo del Ventennio.
 
Irene Brin, L’Italia esplode. Diario dell’anno 1952, a cura di Claudia Palma con saggi di Vittoria C. Caratozzolo e Ilaria Schiaffini
 

 

Fonte

istituto centrale per gli archivi - icar

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