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30 luglio 2013

21 giugno 1833. Particolare della

ASTER BASILICATAE. Per un Atlante Storico Territoriale della Basilicata

Si chiama “ASTER BASILICATAE (Atlante Storico Territoriale della Basilicata)” il progetto interistituzionale promosso recentemente dall’Archivio di Stato di Potenza e dalla Sezione lucana dell’Istituto per i Beni Archeologi e Monumentali (IBAM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), avente sede a Tito Scalo (PZ).

Il progetto, recante come sottotitolo “Schedatura e digitalizzazione di cartografia storica lucana per un atlante cartografico elettronico della Basilicata”, è nato dall’incontro e dall’intersecarsi di due obiettivi importanti nella politica culturale dei due istituti. Da una parte, infatti, una delle principali attività istituzionali dell’Archivio di Stato di Potenza è quella tesa a favorire la fruizione, la promozione e la valorizzazione del patrimonio documentario custodito. In tale ambito un posto di rilievo è occupato dalle fonti cartografiche, in gran numero disseminate – e spesso quasi “nascoste” – nei vari fondi archivistici. Dall’altra parte, uno dei recenti obiettivi dell’IBAM di Tito Scalo è quello di portare a compimento il censimento dei beni storico-architettonici e monumentali e dei beni storico rurali della Basilicata al fine di verificarne l’interazione con aree di rischio geologico che ne possano pregiudicare la conservazione: in vista del perseguimento di tale obiettivo, le fonti cartografiche si sono rivelate strumenti particolarmente preziosi. Caratteristica della cartografia d’archivio, infatti, è quasi sempre la grande scala, cioè la rappresentazione di piccole porzioni di territorio in dettaglio: per tale motivo, essa rappresenta una fonte importante per lo studio dell’organizzazione agraria e urbana.
Le attività del progetto, il quale risponde anche ad una logica di ottimizzazione delle risorse umane ed economiche, saranno eseguite con la guida e l’assistenza tecnica dell’ICAR (Istituto centrale per gli Archivi) e in stretta sinergia con il responsabile del Portale Territori, Mauro Tosti Croce. 
Le attività saranno articolate in varie fasi.
In un primo momento si procederà alla schedatura di una significativa selezione dei documenti cartografici dell’Archivio di Stato di Potenza. A tal proposito, va precisato che l’Istituto archivistico potentino è ricchissimo di cartografia storica. Basti solo pensare, ad esempio, all’archivio dello “Stato di Melfi” (poi azienda) dei principi Doria Pamphilj (1500-1968), uno dei più consistenti archivi di azienda del Mezzogiorno d’Italia. I carteggi dell’importante complesso documentario riguardano l’amministrazione dell’ampio latifondo, pervenuto ad Andrea Doria con decreto di Carlo V del 1531, compreso fra le antiche province di Basilicata, Capitanata e Principato Ultra. La ricchezza di documentazione cartografica dell’archivio dei Doria appare ancora più evidente se paragonata alla povertà che normalmente contraddistingue altri grandi archivi feudali del Mezzogiorno: tra i molti documenti cartografici del fondo si annoverano quelli più antichi conosciuti per la Basilicata. Oltre alla cartografia compresa nell’Archivio Doria Pamphilj, il progetto riguarderà anche quella custodita in vari fondi archivistici: si tratta, in questo caso, soprattutto di documenti prodotti nell’ambito dell’attività pratica delle istituzioni amministrative, finanziarie e giudiziarie che operarono sul territorio lucano nel corso del XIX secolo e nei primi decenni del XX. La documentazione cartografica fu realizzata spesso per registrare situazioni esistenti o progettare modifiche dell’assetto fisico o giuridico del territorio: per tale motivo, delle aree rappresentate vennero quasi sempre rilevati solo gli elementi utili ai fini per cui le carte furono commissionate. In una mappa catastale, ad esempio, si tendeva normalmente a riportare solo i confini e gli immobili assoggettati all’imposta, mentre in una carta topografica disegnata per una divisione ereditaria venivano quasi sempre indicate anche l’orografia e le coltivazioni, essenziali per stimare il valore di un terreno. I fondi archivistici dai quali si selezionerà la cartografia da digitalizzare sono i seguenti: Tribunale civile di Basilicata, serie Perizie e atti istruttori; Prefettura di Basilicata, serie Atti demaniali; Intendenza di Basilicata, serie Atti demaniali; Consiglio di Intendenza; Raccolta cartografica degli agrimensori venosini; Corporazioni religiose; Atti notarili, Distretto di Potenza.
 

 
 
Nelle attività di schedatura e descrizione archivistica, le quali non potranno ovviamente non tener conto degli standard internazionali, un particolare rilievo sarà dato a tutti gli elementi presenti sulla documentazione cartografica in grado di “descrivere” il territorio. Saranno pertanto segnalati le strutture e i manufatti di natura signorile-feudale (castelli, palazzi, torri), ecclesiastica (chiese, monasteri, conventi, cappelle, grancie), rurale (masserie, pagliari, iazzi, stalle, vaccarecce, palmenti, peschiere, mandre, grotte, neviere, abbeveratoi, fontane), produttiva (mulini, gualchiere, forni, panetterie, calcare, cave), infrastrutturale (poste, taverne, strade, mulattiere, tratturi, ferrovie). Inoltre, accanto alla segnalazione di insediamenti abitativi e di ruderi, si avrà cura di rilevare tutti gli elementi che richiamano le caratteristiche naturali del territorio (sorgive, laghi, corsi d’acqua, paludi, lagune, paleoalvei, valloni, boschi, macchie, vigne e altre coltivazioni riconoscibili). Sarà rilevata, ancora, la natura giuridica del territorio rappresentato (baliaggio, burgensatico, feudo, latifondo, quote, etc.). Gran risalto, infine, sarà dato alla presenza di elementi rimandanti alla vita campestre (animali, scene di pascolo o di lavori agricoli, etc.).
L’attività di schedatura sarà immediatamente seguita dalla digitalizzazione dei documenti cartografici secondo il disciplinare tecnico messo a punto dall’ICAR. La digitalizzazione sarà effettuata dai tecnici dell’IBAM con l’assistenza e la consulenza del personale della Sezione di fotoriproduzione e del Laboratorio di legatoria e restauro dell’Archivio di Stato di Potenza.
Il risultato di tutte queste attività culminerà nella realizzazione di una cartografia tematica e di un atlante cartografico elettronico consultabile in rete.
Terminate le operazioni legate al progetto, l’Archivio di Stato di Potenza si propone di continuare ad implementare l’Atlante cartografico con la schedatura e la digitalizzazione di ulteriori documenti cartografici.
L’auspicio, naturalmente, è che l’atlante realizzato possa confluire nel Portale Territori del SAN: in tal modo, il progetto Aster Basilicatae potrà connettersi a tutte le altre importanti esperienze che si sono venute maturando negli ultimi anni in Italia nel campo della valorizzazione della documentazione catastale e cartografica.
(contributo di Valeria Verrastro, direttore dell’Archivio di Stato di Potenza)


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istituto centrale per gli archivi - icar

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